La perfezione di Annalisa in concerto nella mia città!

Eccoci di nuovo!
Ogni anno nella mia cara Cosenza (a Rende in realtà) viene organizzato un concertone, completamente gratuito, di cantanti più o meno famosi. Ricordo che gli anni passati calcarono quel palco personalità del calibro di Paolo Meneguzzi (il mio primo concerto in assoluto), Marco Carta, gli Zero Assoluto, ultimamente Arisa e, proprio ieri, Annalisa!
Inutile dire che la sua voce in TV e, più in particolare, nel talent della Mariah era eccezionale. Dolce, soave, flautata e precisa in ogni passaggio. Forse una delle migliori reclute della setta della Queen.

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Ieri, però, è riuscita a stupirmi ancor di più. Le sue performance sono state a dir poco eccezionali se non perfette. Una precisione vocale mantenuta dalla prima all’ultima nota di quello che è stato un concentrato di pezzi (inediti e cover) di una difficoltà tecnica abbastanza avanzata. (Non è da tutti cantare Ti Sento dei Matia Bazar come la grande Antonella Ruggiero)
Ne un accenno di stanchezza, vocale e fisica, ne una sbavatura nell’intonazione: nulla! Non ascoltavo un concerto così straordinario dal 2012 quando andai (corsi letteralmente) ad ascoltare (gridando come un pazzo proposte di matrimonio dagli spalti, scuotendomi come un’adolescente in piena crisi ormonale e piangendo alla fine del concerto) Giorgia, la mia cantante preferita in assoluto ALL OVER THE WORD!
*IL PROSSIMO SARAI TU, PREPARATI*

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In tutti ciò si presentò un problema: la mia posizione nella folla non mi aiutava ad assistere a pieno a cotanto splendore e perciò, ho deciso, accompagnato da una persona che avevo conosciuto solo il giorno prima, di intrufolarmi in mezzo al pubblico, con tanto di bestemmioni da parte delle persone che spingevamo, raggiungere le prime file e godermi il concerto in santa pace. Ho fatto questo anche e sopratutto per cercare di staccare foto quantomeno decenti per postarle qui per voi, quindi se mi capiterà qualcosa di brutto per quei iettatore del pubblico ai quali ho ostruito la vista è solo colpa vostra! (Scherzo, l’ho fatto con piacere!)
Fine del concerto, saluto conclusivo, inchino e urlo del pubblico, io e Tess, la mia amica, ci avviciniamo all’uscita, ma vedo che lei prende una strada diversa e, scambiando due parole con la guardia, ci fa entrare immediatamente nel backstage. Potete immaginare la mia faccia tra il confuso e quella dell’emoji con gli occhi a cuoricino. Annalisa risale sul palco e canta, per la terza volta tipo: DISEGNO UNA FINESTRA TRA LE STELEE DA DIVIDERE COL CIELOOOOO, DA DIVIDEREE CON TEE!
E io praticamente al suo cospetto a fare video e foto come un pazzo! Ero così vicino da vederle la cellulite, perchè ne ha. (Scusa tesoro alcune cose vanno dette).

Ed, infine, ecco alcuni scatti dell’indimenticabile serata diventata perfetta grazie alla mia NuovaMiglioreAmicaCheDaOggiPorteròSempreConMeAiConcerti TESS:

Foto dalla platea

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Foto dal Backstage:

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11647276_10204526508378384_1624627225_nLasciate stare la mia faccia orribile in questa foto, ma ero preso dalla foga del momento e ho iniziato a scattare a cazzo. Lei è la MITICA Tess, anyway!

Vi consiglio di passare sul mio profilo Instagram perché, a breve pubblicherò qualche video della serata!
Se vi è piaciuto, commentate e “likkate” l’articolo.

Splendidamente vostro,
-The MasterPeach🍑

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6 thoughts on “La perfezione di Annalisa in concerto nella mia città!

  1. Io invece ho visto soltanto 3 concerti in tutta la mia vita, tutti e 3 di Franco Battiato. Gli piace farli in mezzo ai prati, e questo talvolta causa degli inconvenienti non da poco.
    Ad esempio, al primo dei 3 concerti aveva piovuto a dirotto dalla mattina fino a un’ ora prima dell’ inizio, e quindi per raggiungere il mio posto a sedere dovetti avanzare nel fango che mi arrivava fino alle caviglie.
    Tuttavia, fare i concerti in un contesto agreste ha anche dei lati positivi: ad esempio, al secondo e al terzo concerto eravamo in piena Primavera, e quindi l’ aria era carica di tutti gli odori naturali della terra, sembrava di essere nel giardino dell’ Eden.
    Al primo concerto Battiato fece un’ entrata in scena spettacolare: arrivò in macchina, fece fermare l’ autista a poca distanza dagli ultimi posti a sedere e poi percorse a piedi il tragitto da lì al palco. Anche lui si sarà riempito le scarpe di fango, ora che ci penso.
    Il pubblico fu molto disciplinato: invece di sporgersi in avanti per toccarlo, si alzò in piedi e lo applaudì a scena aperta. Lo facemmo perché avevamo capito il senso profondo di quella scelta: Battiato voleva esprimere vicinanza al suo pubblico non con un sorriso finto, non con un ringraziamento stereotipato, ma con il gesto simbolico di camminare in mezzo a noi. Ci commosse senza bisogno di dire una parola.
    Il terzo concerto fu il più bello in assoluto, perché lui nell’ ultima mezz’ora ci chiamò tutti sotto il palco e fece canzoni a richiesta finché non gli andò via la voce.
    Quella sera stessa capii che non l’avrei più visto in concerto, perché era meglio chiudere così, avevo già toccato l’apice.

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